martedì 1 dicembre 2009

Carmella Cirella,13 anni: stuprata da balordi e indotta al suicidio dai medici ospedalieri






Quanto scritto dai post precedenti sugli stupri e farsa medico legale trova sempre più conferma in altri episodi di stupri, ad esempio: da quello più recente della ragazza di Ascoli Piceno, che si è vista negare la sua verità sullo stupro
perché a detta dei medici legali ospedalieri la penetrazione non è stata , millimetro più o millimetro meno, completa..cioè "degna di uno stupro" -Vedi suhttp://www.sambenedettoggi.it/2009/10/22/81140/interrogatorio-i-legali-«non-c’e-stato-stupro»/i-; A quello da incubo mortale della ragazzina di 13 anni, Carmela Cirella, costretta -15 Aprile 2007- allo
stupro di branco di balordi e alla violenza dell'altro non di meno branco di medici ospedalieri che hanno addirittura ribaltato l'accusa ai suoi danni diagnosticando lei -e non i balordi- disturbata e costringendola al duro trattamento di contenzione
psichiatrico, e annichilendola e intossicandola con psicofarmaci. Chiunque al suo posto, sopratutto a quell'età, non creduto, umiliato e denigrato da figure specialistiche che avrebbero dovuto difenderla, non avrebbe potuto fare altro che suicidarsi...anche come ultimo tentativo di essere creduta oltre che difendere la propria dignità -la dignità di poter ancora chiamarsi e riconoscersi con la fierezza di quell'età. L'induzione al suicidio è OMICIDIO. Vedi Sito dell'Associazione IoSòCarmela, fondata dai genitori di Carmela.
Nell'immagine qui sopra la foto di Carmela Cirella. Nella piccola immagine all'inizio del post l'immagine di Donatella Colasanti. l'ultima è la salma di M.Goretti.
"FATE ATTENZIONE A NON GIUDICARMI MALE, VI METTERESTE IN GRAVE PERICOLO..." -GIOVANNA D'ARCO:
I responsabili del martirio di G.d'Arco:
P.Cauchon, non sopravvive molto alla morte di Giovanna (attacco cardiaco mentre si rasava)
N.Loyseleur, muore improvvisamente in chiesa dove si era rifuggiato dopo la morte di Giovanna
G.d'Estivet. muore annegato in un canale qualche anno dopo la morte di Cauchon
N.Midy, colui che redisse i capi d'accusa di Giovanna. si ammalò di lebbra subito dopo il processo e muore qualche anno dopo
G.de Flavy che abbandono Giovanna ai Borgognoni morì sgozzato dalla moglie
G. di Lussemburgo muore misteriosamente e repentinamente intorno al periodo di quelli già citati
Il Duca di Bedford muore di crepacuore sempre attorno a quel periodo, cioè dal 1435 al 1445
Il Conte di Warvick muore di infarto, ancora giovane, il 1439.
Seguono altri, chi decapitato chi impazzito etc. sempre dello stesso arco di tempo..
video

venerdì 20 novembre 2009

Cucchi Bianzino Uva Saladino vittime delle menzogne e omicidi degli ospedali e medici -2°


ALDO BIANZINO
STEFANO CUCCHI
GIUSEPPE SALADINO
GIUSEPPE UVA

video G.Uva(salma) videoSalma di un torturato a Guantanamo (alla fine del video)

lunedì 16 novembre 2009

Mastrogiovanni Francesco -Anarchico-: un mero omicidio colposo


Dal quotidiano "Il Mattino" -14-Nov-09- riportiamo parte dell'articolo di E.Manganiello:
"Oltre ai 7 medici che hanno avuto in cura il paziente, ci sono dunque i 12 infermieri che hanno prestato servizio nel reparto durante il suo ricovero per tso. Il video della verità. Legato al letto per 80 ore, in una posizione in cui la normale funzione respirazione è compromessa. All’inizio in preda ad uno stato di agitazione per cui, nel tentativo di liberarsi, si procura escoriazioni larghe fino a 4 centimetri ai polsi e alle caviglie, poi sedato con farmaci antipsicotici. Non monitorato né controllato dal personale. Disidratato a causa della mancata alimentazione e introduzione di liquidi, tranne le flebo. È la descrizione choc del video che racconta gli ultimi giorni di vita del maestro, nella consulenza depositata dagli esperti della Procura. Un documento crudo quanto accurato in cui la contenzione fisica di Mastrogiovanni viene ritenuta illecita. Tanto più che non è stata annotata nella cartella clinica né esiste un registro delle contenzioni. La conclusione a cui giungono i consulenti è che la contenzione, per le modalità con cui è stata eseguita, ha provocato l’edema polmonare acuto che ha condotto alla morte il maestro. Un reparto sotto inchiesta. Allo stato ci sono 19 indagati: sono i 7 medici e i 12 infermieri cui è stato notificato nei giorni scorsi l’avviso di conclusione delle indagini da parte della Procura vallese guidata dal procuratore Giancarlo Grippo. L’ipotesi di reato parte dall’omicidio colposo, ma potrebbero essersi aggiunti il falso e l’abuso di mezzi di correzione".

Da quanto dichiarato dalla giornalista nel video la situazione è chiara, chiunque riconosce gli abusi. Il video è una prova schiacciante, comunque si ricorre sempre a dare in mano l'indagine ai colleghi degli aguzzini che di fronte a tale prova filmata hanno dovuto riconoscere l'assassinio dei loro colleghi e porre qualche rimedio per salvare la categoria . Infatti, il medico legale e lo psichiatra dichiarano che Mastrogiovanni è morto per come è stata fatta la contenzione fisica e non per la contenzione di per sé, come tale. Una contenzione, qualsiasi essa sia, può portare a gravi e letali conseguenze. I medici legali e lo psichiatra, invece, impostano l'accaduto in termini di errore, quindi di omicidio colposo: se la contenzione fosse stata ben fatta Mastrogiovanni oggi sarebbe stato in buona salute e guarito...da che cosa?-dalla malattia di loro invenzione. Ben diversa la storia che si racconta apparire nel video dove risulta evidente la volontaria omissione nel fornire acqua e cibo e nel somministrare farmaci dannosi.

venerdì 13 novembre 2009

Stefano Cucchi: ulteriore conferma dell'anticostituzionalità degli ospedali e medici



Un minimo di trasparenza imposta agli ospedali ed in 3 anni è venuta fuori a valanga tutta la malasanità che conosciamo. Nella scienza moderna questa dinamica è vista nei "fenomeni a grilletto" dove sistemi di una certa complessità, raggiuntoAggiungi video un certo stato stazionario, una certa soglia, sono sensibili a piccole perturbazioni e vi reagiscono amplificando enormemente gli effetti della piccola perturbazione. Nelle infami strutture ospedaliere la situazione è in un certo modo diversa, può chiamarsi "effetto tarlo": gli ospedali nascono predisposti a deteriorarsi irreversibilmente, "tarlarsi", fino al punto in cui divengono "groviera" e basta una "infiltrazione" per far cadere a sequenza, come tasselli di domino appaiati uno subito dopo l'altro, l'intero complesso. Tutte le nefandezze di ospedali e medici venute alla luce, fino a quelle che violano la Costituzione Italiana -di cui abbiamo scritto proprio recentemente (vedi post su "incostituzionalità di ospedali e medici)- riesplosa recentemente con l'omicidio di Cucchi ha indotto i medici ospedalieri a chiamare a sé i politici invitandoli nei loro ospedali con lo scopo di ammansire i contestatori fino a ritornare ad avere fiducia nelle loro infami istituzioni. Nel giro di un mese alti rappresentanti dei due più potenti schieramenti politici -PD e PDL- si sono trovati per suddetto fine proprio nel complesso ospedaliero dove da diversi anni si è dimostrato, verificato, la modalità di soppressione degli anziani -vedi il primo post del blog- lì ospedalizzati, cioè quello del S.Giovanni-Addolorata-Corner H.-Calvario. Parlano di diritto, ma di chi? Chiaramente quello del potere medico, a cui si sta osando negare il diritto ad occultare e a risolvere la malasanità restrittivamente all'interno della loro corporazione e non attraverso tribunali e media. Il futuro da costruire deve partire ed essere gestito da loro e deve essere anche impegno dei politici. Ci sono ragazzi che vogliono evitare di rimanere "bamboccioni" fin'oltre trent'anni e si ritrovano in carcere, in ospedale o manicomio fino al cimitero. S.Cucchi, tra carceri e ospedali, non ha ceduto alle torture -in quelle condizioni è rarissimo non cedere-, non c'è voluto stare a far violare la Costituzione Italiana dagli infami ospedali nonché uno dei principali 33 Diritti del Malato! Cucchi ha fatto Resistenza per far valere la la costituzionale e la dignità e i diritti del malato: la Democrazia .

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mercoledì 11 novembre 2009

Stefano Cucchi: smaschera la "Guantanamo" italiana -sintesi dell'affinità tra ospedale e carcere

Il ministro attuale della giustizia dichiarando che S. Cucchi non doveva morire conferma quanto scritto dai nostri recenti post sulla regola della tortura alla prigione di Guantanamo: le tecniche della tortura non devono arrivare ad uccidere. I medici dispongono le direttive affinché la tortura arrivi al massimo della sofferenza senza decesso e non possa causare proteste, anche internazionali, contro di loro ed il governo assassini. Più la tortura è massima più è perfetta la pena morte occulta. Infatti, di solito, le ripercussioni sia psico-traumatiche che prettamente fisico-organiche si sviluppano dopo mesi ed anche a distanza di anni e tra un serio e grave discapito ed un altro comportano induzione ad autolesionismo fino al suicidio. Dalle moderne ricerche bio-fisico-matematiche risulta che l'orientamento "scientifico" medico non è in grado di prevedere gli "effetti a lungo raggio" di un danno causato ad un sistema complesso come un sistema vivente e questo scagiona chi riesce a procurarlo alla vittima -si veda il nostro post su Rajinesh, che fu avvelenato in carcere col tallio, che provoca lentamente, a distanza di anni, la morte dopo atroci sofferenze e questo la "scienza" medica non lo riconosce perché limitata al "causa-effetto" immediato del riduzionismo da laboratorio (ci vorrebbero molti decessi per un'indagine epidemiologica come quella con cui si è scoperto l'asbesto essere cancerogeno).
Gli ospedali e i medici che hanno avuto in "cura" Cucchi trovano a presiedere un loro collega la commissione di indagine; vale a dire come delegare la mafia a indagare su dei picciotti che hanno sbagliato e si sono fatti scoprire e che per questo devono essere condannati -sia per mancanza di professionalità nell'occultare e sia per aver svergognato l'onorata società. In effetti un medico o qualsiasi operatore ospedaliero -e a maggior ragione l'attuale presidente della commissione di indagine della morte di Cucchi- non avanzerà mai la pretesa di far luce sulla vera causa delle morti e invalidità causate nelle infami strutture ospedaliere denunciando la scarsa anzi peggio la totale mancanza di trasparenza negli ospedali, per così delegare una vigilanza composta da volontari di diversa estrazione di studio. La ragione per cui oggi non possiamo sapere veramente come è avvenuto il crimine sta che i criminali e loro complici e colleghi delegati all'indagine se ne decidono le responsabilità e se ne fanno "cosa loro".

domenica 1 novembre 2009

Stefano Cucchi: le menzogne dei medici ospedalieri:


L'omicidio di S. Cucchi è un aberrante esempio di quanto gli ospedali siano affini alle carceri. Proprio nel penultimo post avevamo parlato delle torture ai prigionieri del carcere di Guantanamo e della complicità dei medici quale, ad esempio, degli psichiatri che, per menzogna, attribuivano le ferite e le morti per tortura ad autolesionismo. Ora, spunta fuori l'ennesimo pari copione in Italia, dove l'ospedale completa l'operato del carcere nell'ammazzare un detenuto-degente. Infatti, l'avvocato di Cucchi attribuisce la maggior responsabilità della morte del suo assistito proprio all'ospedale che, tra l'altro, aveva video impedito a chiunque l'accesso durante tutti i giorni della degenza. Così, alla stessa stregua del carcere di Guantanamo e dei medici che vi prestano servizio anche i responsabili dell'ospedale italiano ribaltano, per loro menzogna, le responsabilità sulla vittima dichiarando il suo "atteggiamento non collaborativo alla loro "cura"", quindi atteggiamento autolesionistico. Intanto si continua a non fare trasparenza negli ospedali; la trasparenza non piace a chi ci lavora per ovvi motivi, di dittatura: fare quello che gli pare ed affermare quello che gli è più conveniente.
Nell'immagine la foto del cadavere di S.Cucchi. Foto scattata di nascosto perché nell'ospedale si voleva nascondere all'opinione pubblica anche questa cruda testimonianza. Mentre nel video si riportano esempi di pestaggio, da quello tipico a quello invalidante fino a quello mortale; i medici confermeranno la causa in autolesionismo, caduta o suicidio ed in in caso estremo completeranno in decesso attribuendo la causa alla vittima per non aver collaborato alla loro "cura" -Vedi anche http://www.leggonline.it/articolo.php?id=32700 dove è delegato un medico stesso, oltre tutto ospedaliero, a dire e accusare sull'accaduto per così far continuare a gestire il monopolio della vita a tale infame corporazione del potere medico. Infatti, ora, la verità sta sempre più emergendo per altre indagini, non mediche, e pertanto più obiettive rispetto la responsabilità di chi l'aveva in "cura" in ospedale, vedi su http://www.youtube.com/watch?v=v-lVlRJ8Y2o

lunedì 12 ottobre 2009

La medicalizzazione di opere pie: da ricoveri per senzatetto a ospedali per il potere dei medici

In alcuni post abbiamo considerato le origini degli ospedali in istituzioni permanenti nati per dare rifugio, ricoveri, ai poveri emarginati senza un tetto. In questi ricoveri, chiamati ospedali non vi erano medici ma solo religiosi, e volontari, per dare sostegno; i medici intervenivano solo se chiamati in caso di bisogno. In seguito queste istituzioni, opere pie, si trasformarono negli ospedali attuali con esclusiva gestione medico sanitaria, seppur mantenendo il nome di santi e continuando ad accogliere, quasi in maniera clandestina o almeno tollerata, comunque molto limitata, qualche disagiato senzatetto negli androni o altri luoghi scarsamente o per nulla frequentati. Proprio in questi giorni si è finito di sgombrare alcuni padiglioni del Policlinico di Roma e il primo manifesto nell'immagine di sopra lo annuncia ai cittadini. Ma sgombrare da che cosa? Proprio della gente povera senza tetto che, come tale,occupava tali luoghi ospedalieri non attivi, disabitati da due anni. Questo grande esodo di centinaia di poveri da luoghi concepiti per accoglierli dimostra quanto potere abbiano le corporazioni mediche che hanno fatto loro categoricamente ubbidire il sindaco nel far immediatamente alzare i tacchi agli "occupanti abusivi"anche
con il loro metodo di sempre, nel tenere come "ostaggi" i loro malati. Di fronte alla dittatura medica nessun politico osa fare contestazioni -il governo che succederà all'attuale (costretto a fare la scelta del potente) si troverà il conflitto già risolto. Infatti, il secondo manifesto, quello dell'immagine successiva alla prima, riprende e critica quanto scritto da quello precedente: la protesta di chi è stato illuso che i politici fossero dalla loro parte, così ingenuo da credere che il politico non stia dalla parte del potere, sopratutto quello medico che..."salva"... dal "male"(?) facendo i propri interessi, il peggior proprio lucro a danno dei malcapitati.